Capire la madre natura

Le scienze naturali sono le discipline che studiano i fenomeni del mondo che ci circonda con osservazioni ed esperimenti, in contrapposizione con le scienze razionali, quali la matematica o la filosofia teorica o la teologia, che basano i propri procedimenti sul ragionamento puro. L’osservazione dei fatti naturali non esclude l’elaborazione di leggi generali e di una scienza teorica, ma ne costituisce anzi il fondamento e la verifica.

D’altro lato le scienze naturali hanno fornito un gran numero di informazioni utili all’uomo. Fra le prime ricerche naturalistiche, condotte soprattutto a scopo pratico, si possono ricordare quelle geografiche di Erodoto, che studiò e descrisse le condizioni di vita dei diversi paesi, e di Aristotele, che si occupò di geografia, astronomia, zoologia, indagando essenze e cause, ed eccelse nella classificazione descrittiva. Dopo Aristotele, Teofrasto approfondì la botanica, soffermandosi largamente sulle piante medicinali. Plinio, nella sua Naturalis Historia, raccolse in forma organica, molte notizie su piante, animali, minerali.

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Le grandi eruzioni della storia

Le manifestazioni eruttive si dividono — in linea di massima — in intrusive o plutoniche (intercrostali) e effusive o vulcaniche (che si mani-festano sulla superficie della Terra). Le effusive si suddividono poi in submarine e subaeree; i vulcani submarini hanno indubbiamente maggiore sviluppo, anche se raramente le relative eruzioni sono verificabili, non foss’altro perché la superficie coperta dai mari è superiore a quella emersa; il fatto sarebbe anche confermato dal gran numero di isole di origine vulcanica che spesso non sono altro che resti di vulcani emersi (il cui cono submarino aumenta di mole anche in conseguenza dei depdsiti di materiali sedimentari di natura non vulcanica).

I vulcani subaerei, invece, sono continuamente erosi dagli agenti atmosferici, soprattutto dall’acqua; assumono per lo piú la caratteristica forma a cono poiché, per la forza di gravità, i materiali eruttati si depositano regolarmente all’esterno del cratere, intorno ad esso, in proporzione della loro pesantezza; non mancano però esempi di vulcani tabulari, per lo piú lavici, e di vulcani conici complessi dovuti alla sovrapposizione di piú vulcani semplici. Eruzioni submarine osservate negli ultimi tempi sono state quelle rispettivamente avvenute nelle acque di Sciacca (canale di Sicilia) nel 1831 e nella baia di Santorino (mar Egeo) nel 1886.

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Misteri nell’universo

Il nostro universo è pieno di strani fenomeni per i quali non abbiamo una spiegazione. Dare risposte e risolvere enigmi è stato per millenni il compito dell’astronomia, ma dobbiamo ammettere che i risultati, per quanto notevoli, non sono ancora esaustivi. Certo, rispetto al passato oggi sappiamo molto di più sul cosmo e sul suo funzionamento, ma per ogni enigma risolto, ne è saltato fuori almeno un altro che aspetta una risposta. Agli astronomi piace pensare che conosciamo abbastanza bene molti dagli aspetti dell’universo: dal ciclo di vita delle stelle all’evoluzione delle galassie esistono teorie e modelli che spiegano molte cose.

Purtroppo, però, continuiamo a imbatterci in “oggetti impossibili” e comportamenti “sbagliati” che ci fanno intuire quanto lontani siamo dalla verità. Alcuni di questi misteri sono stati scoperti di recente e a una prima occhiata sembrano rompere le regole di teorie consolidate. Su incongruenze come la “stella impossibile” o la galassia rettangolare LEDA 074886 agli scienziati basta armarsi di pazienza e ricorrere agli strumenti di ricerca sempre più raffinati che hanno a disposizione. Ma altre volte è più complicato e la ricerca può diventare frustrante.

Basti pensare al satellite che non dovrebbe esistere: Miranda, in orbita attorno a Urano. Con le prime indagini si è scoperto che quel corpo celeste non dovrebbe essere lì, ma non riusciremo a saperne molto di più a breve, dato che non sono pianificate altre missioni esplorative in quella zona per questo decennio. Allo stesso modo, i nuovi misterWella corona solare dovranno attendere un balzo in avanti negli strumenti di ricerca prima di poter essere ‘ investigati. Per non parlare della materia oscura: la stragrande maggioranza del nostro universo sembra esserci completamente invisibile e non abbiamo idea di come cercarla. Ma forse è proprio questa la molla che spinge l’astronomia: risolvi un mistero solo per imbatterti in uno più grande e senza apparente soluzione, almeno fino a quando qualcuno, lavorando molto duro, ha un’intuizione che finisce per cambiale tutto.

Ci manca quasi tutto l’universo

Il decennio scorso è stato particolarmente infausto per i cosmologi. Dopo aver passato decenni nella ferma convinzione che l’universo stesse rallentando la sua espansione a causa della forza di gravità che lo permea, arrivò alla fine degli anni ’90 una misurazione che stravolse tutto: l’espansione dell’universo non solo non è in frenata, ma sta accelerando! La prova arriva dall’analisi della luminosità di supernove esplose in galassie distanti miliardi di anni luce da noi e che appare molto più flebile di quanto non ci dicano i calcoli che tengono in considerazione la precedente teoria. Il fenomeno responsabile di questa enorme discrepanza (accelerare l’intero cosmo richiede un certo sforzo…) è l’energia oscura, che sembra pesare per circa un 70% di tutta l’energia presente nell’universo.

Nessuno ha un’idea precisa di cosa sia e la sua natura misteriosa diventa addirittura inquietante se si pensa che dalle ultime misurazioni sembra che la sua presenza stia aumentando. Fino a 7,5 miliardi di anni fa, infatti, l’universo stava davvero rallentando, ma poi la forza dell’energia oscura ha preso il sopravvento e la tendenza si è invertita. Se la crescita dell’energia oscura dovesse continuare, alcuni prevedono che il cosmo potrebbe finire in un grande “strappo”. Entro un non meglio precisato numero di miliardi di anni, infatti, l’oscura minaccia diventerebbe così potente da sopraffare le altre forze e spappolare (letteralmente) galassie, sistemi solari, stelle e addirittura le particelle componenti della materia.

Distruggi documenti è un ottimo rimedio a non correre pericoli sulla privacy

Uno degli accorgimenti molto importanti da non sottovalutare mai e da tenere sempre in considerazione poiché ha un valore molto importante, è il rispetto della privacy e l’attenzione a non violarla, o a non far violare la propria dagli altri o tramite sbagli personali propri.

Oggi, sono veramente tanti gli accorgimenti per fare in modo che la propria privacy sia rispettata e tutelata, soprattutto con il rischio che si corre con l’uso di strumenti digitali, con l’invasività di internet e del trasferimento dei documenti on line. Vi è però, per quanto riguarda il settore cartaceo, da usare negli uffici ma anche per un uso personale, un rimedio molto gettonato, il distruggi documenti.

Non abbassare mai la guardia sui rischi riguardo al riciclo dei documenti

Il distruggi documenti, detto anche tritacarte, è molto usato nelle strutture aziendali, negli uffici dei più disparati settori professionali, per non correre l’errore che documenti personali, di utenti, clienti, pazienti o del personale stesso che lavora in posto di lavoro, ricadano nelle mani di altre persone non autorizzate ne a visionare, né ad usare le informazioni personali di terzi.

L’uso di questo strumento è ormai diventato obbligatorio per la legge sulla privacy da un po’ di tempo, per evitare la sgradevole situazione del riciclo dei documenti, una situazione che ovviamente richiede al trasgressore, a pagare un dovuto pegno legale. Ma questo purtroppo, non accade così spesso poiché i violatori della privacy sono molto diffusi e non sempre vengono scoperti per la loro abilità a compiere gli atti a delinquere all’oscuro della vittima che subisce il furto dei propri dati personali.

La Legge considera i vari rischi sull’uso dei dati personali

Oggi, i controlli relativi alla violazione della privacy sono notevolmente aumentati, anche a causa dell’eccessiva fiducia che viene data agli strumenti tecnologici con le loro applicazioni digitali, questi rappresentano un ambiente virtuale molto a rischio ed in cui l’uso di un distruggi documenti non è di certo possibile e si rivela dunque inutile.

I documenti cartacei dei dati personali non sono poi così difficili da reperire all’interno degli uffici, se questi non vengono subito distrutti dopo il loro uso. La legge sulla privacy introdotta con l’art. 15 della legge n. 675/96, è stata riconsiderata e corretta in modo definitivo con l’art. 16 della legge n.196/2003; l’uso del distruggi documenti è inoltre ottimo anche per eliminare non solo documenti cartacei ma anche Cd Rom o Dvd.

Spremiagrumi è uno strumento utile a tutte le tipologie di persone

Scegliere cosa mangiare e cosa bere è una scelta in genere, per alcune persone molto semplice poiché non si soffermano molto sulle caratteristiche del cibo, e per alcune persone invece è una scelta fatta in modo più attento. Le persone che rivolgono attenzione a cosa mangiare e bere, e in che modo farlo, sono quelle che vorrebbero mantenere una linea del proprio corpo, snella e priva di sensazioni di pesantezza nel proprio corpo. Vi è, per queste motivazioni, uno strumento ideale sia per l’alimentazione degli adulti che per l’alimentazione dei più piccoli, si tratta dello spremiagrumi.

Sapere come usare lo spremiagrumi è essenziale per condurre una dieta corretta

Lo spremiagrumi è uno strumento da cucina molto utilizzato e molto comodo per tutti colore che vorrebbero seguire una dieta corretta, senza rinunciare alla possibilità di provare diversi gusti di diversi cibi nutrienti, mescolati e talvolta conditi con lo zucchero o con il sale. Lo spremiagrumi si usa in genere per spremere la frutta e la verdura, e quindi è uno strumento ideale per creare bevande o zuppe che si potrebbero consumare ad ogni ora del giorno proprio per la loro leggerezza nella composizione e per le caratteristiche genuine degli alimenti.

Gli esperti hanno sempre raccomandati che tutto ciò che viene spremuto con lo spremiagrumi, è sempre meglio che venga consumato nella stessa giornata in cui il composto è stato creato, e questo soprattutto perchè non perdere l’opportunità di acquisire le sostanze nutrienti che frutta e verdura contengono e che potrebbero perdere se il composto vi si trova a temperature che le man mano le distruggono.

C’è chi assume cibo tritato per necessità e chi per scelta.

Lo spremiagrumi è uno strumento che piace proprio a tutti, ma è soprattutto molto utile a persone che presentano particolari bisogni nel comportamento alimentare, nel mantenimento del proprio fisico e nel trattamento del proprio organismo. Queste persone, sono in genere donne in gravidanza, bambini o neonati, ed anziani.

Le donne in stato di gravidanza cercano sempre di seguire una dieta corretta e ricca di vitamine che non facciano male al bambino che si aspetta, ma proprio una volta che il bambino sarà nato, lo spremiagrumi migliore è uno strumento da cucina adatto anche allo loro stessa alimentazione. Spesso il cibo tritato nello spremiagrumi, viene sostituito ai classici omogeneizzati che si possono trovare al supermercato, ma questa scelta viene effettuata ovviamente in relazione alla freschezza del cibo trattato tra le mura domestiche, cibo che viene preferito anche dalle persone anziane. Infatti gli anziani sia per scelta che per dovere, vorrebbero consumare cibi genuini e ricchi di vitamine, che servono a migliorare le loro condizioni fisiche e di salute.

Concepire e diventare genitori, quando non è semplice

Diventare genitore, per molte donne, è un compito arduo e complicato, soprattutto per coloro che presentano difficoltà a livello fisico o psicologico nel sostenere un impegno che richiede una grandissima responsabilità. Ma le responsabilità di una donna, nel diventare genitore, non iniziano solo dopo che il bambino è nato, come invece accade per il padre.

La donna, deve affrontare tanti problemi, o comunque considerare che questi possano presentarsi da un momento all’altro, già dopo il momento della fecondazione. Vi sono molte regole da seguire, e molti comportamenti da evitare, in modo da non intralciare il corretto svolgimento della gravidanza. Spesso, per alcune donne, è anche difficile rimanere incinta, e non solo per motivi di fertilità. Vi sono però, al giorno d’oggi, tanti modi scientifici che realizzano il sogno di molti futuri genitori in difficoltà.

I disagi della riproduzione naturale

La riproduzione naturale è un processo talmente semplice quanto talvolta complicato per alcune persone. Si tratta di un processo che spesso riscontra degli ostacoli, questi possono avvenire quando gli spermatozoi, dopo l’eiuaculazione, non raggiungono l’ovulo all’interno della vagina. Da questa, i milioni di spermatozoi dovrebbero raggiungere le tube di Falloppio, ma solo uno riuscirà a fecondare l’ovulo, rompendo la sua membrana.

E’ in questo momento che lo spermatozoo perde la sua coda e si fonde col nucleo dell’ovulo, ma questo a volte presenta una membrana che potrebbe irrigidirsi, impedendo allo spermatozoo di entrarci. Questo tipo di problema, potrebbe riscontrarsi soprattutto nelle donne che decidono di diventare mamme ad un età avanzata, dunque che non sono giovanissime. Ma gli ostacoli al concepimento potrebbe provenire anche l’uomo, poiché gli spermatozoi potrebbero presentare problemi di qualità e di quantità che renderebbero difficile la fecondazione.

Fecondare è un’azione importante che viene assistita in caso di problematiche

Per risolvere eventuali problemi relativi alla riuscita del concepimento, il mondo della scienza mette a disposizione, ormai da anni, la fecondazione artificiale, che imita il processo della riproduzione naturale. Se l’inseminazione artificiale viene effettuata con l sperma del proprio partner, è detta Inseminazione Artificiale Coniugale, e se la donna non ha un partner, si ricorre alla ricerca di un donatore, tramite le famigerate banche del seme. In questo caso, di parla di Inseminazione Artificiale da Donatore.

Queste tecniche a volte possono risultare semplici da mettere in pratica, e a volte possono risultare invece complicate, e si deve ricorrere ad un altro tipo di tecnica chiamata Fecondazione in vitro. La fecondazione in vitro, permette di fecondare un ovulo con uno spermatozoo all’esterno dell’utero. Viene dunque prelevato l’ovulo della donna e con un ago viene iniettato lo spermatozoo che crea il pre-embrione. Questo viene poi nuovamente inserito nell’utero della donna.

Mantenersi in forma a casa con la cyclette

Mantenersi in forma è un prerequisito fondamentale per il benessere della propria salute, e per continuare a condurre uno stile di vita sano e corretto come gli esperti del benessere consigliano. Vi sono tantissimi modi per rimanere in forma, tra cui fare un frequente movimento fisico che aiuti a non aumentare di peso man mano nel tempo. Aumentare di peso significa correre diversi rischi per la propria salute, e spesso chi è attento a queste dinamiche ricorre se non alla palestra vera e propria ad altri modi più casalinghi, come l’acquisto di una efficiente cyclette.

I diversi usi di una cyclette

La cyclette è un attrezzo da palestra che viene molto utilizzato sia da uomini che da donne, anche dalle donne che si trovano in stato di gravidanza. Il movimento che si deve fare con la cyclette è un movimento che coinvolge l’allenamento sia delle gambe che della schiena, ma spesso, la cyclette, quando viene acquistata per un ipotetico uso casalingo, viene poi relegata ad una funzione di arredamento, diventando così un vero e proprio oggetto di design.

Infatti, sono molti i casi in cui la cyclette è un elemento domestico che abbellisce le stanze della casa, in genere viene posizionata nei soggiorni o nei salotti, o in stanze che sono utilizzate come ripostiglio. E’ molto frequente comunque il posizionamento della cyclette nelle camere da letto. Infatti, molte persone hanno l’abitudine di pedalare sulla cyclette appena alzate dal letto, ancora in pigiama, e subito dopo la colazione. La cyclette è un attrezzo che se viene utilizzato correttamente, davanti alla tv diventa anche un vero e proprio svago.

Il riscaldamento è sempre consigliato prima di pedalare a lungo

I benefici della cyclette consistono nell’allenamento delle gambe e della schiena, ed è ideale sia per chi è già abituato a far palestra e dunque a sforzi fisici e sia per chi è un neofito del movimento del corpo finalizzato al benessere del proprio organismo e anche della propria mente.

Pedalare sulla cyclette, è un’azione che può essere regolata manualmente a seconda che si voglia correre o semplicemente pedalare lentamente. In genere per chi non è ancora abituato al suo uso, è consigliabile pedalare con calma con circa 10 minuti di riscaldamento alla corsa vera e propria. Ma la corsa veloce, che dovrebbe durare circa sui 20 minuti, è sempre meglio iniziare a praticarla solo dopo almeno due settimane di pedalate lente che preparino il corpo ad uno sforzo come quello che richiede la cyclette.

Igiene orale richiede molta attenzione con il spazzolino

Scegliere come curare la propria igiene, è un’operazione spesso complicata considerando il proliferare di numerosi prodotti costruiti appositamente per la cura di se stessi e della propria estetica. Bellezza e salute sono per tutte le persone, due caratteristiche essenziali per vivere bene e per integrarsi in una società e in uno stile di vita come quello contemporaneo, che spesso mettono a repentaglio le nostre caratteristiche positive.

Mangiare sano e seguire una dieta corretta è senza dubbio molto importante per sentirsi bene e a proprio agio con l’ambiente circostante, ma molto importante è soprattutto scegliere alcuni prodotti che siano adatti alle nostre esigenze e che siano davvero efficaci contro alcuni inconvenienti estetici e sanitari. Uno strumento molto gettonato per far fronte a queste esigenze è senza dubbio lo spazzolino elettrico.

Stare bene e sentirsi bene, due prerogative importanti per la vita di ogni persona

Scegliere come pulire la propria cavità orale oggi è molto importante dal momento che modi e strumenti ce ne sono ormai davvero tanti. L’igiene orale è una caratteristica essenziale per il proprio benessere psicofisico, poiché odori, alito pesante, pulizia e trattamento delle mucose orali sono un fattore chiave per non avere quel senso di pesantezza che spesso si possono percepire nelle zone dei vasi respiratori, della gola e dello stomaco.

Lavare accuratamente i denti, infatti, è una pratica igienica che migliora tutto lo status del nostro organismo, sia per questioni prettamente igieniche e sia per questioni di sensibilità agli odori e al senso dei freschezza. Gli esperti raccomandano che per lavare i denti bisogna scegliere sempre gli strumenti più adatti ad ogni caso, vi sono delle persone, infatti, che presentano particolari esigenze personali o patologiche e che non possono lavare i denti con un comune spazzolino manuale.

Le caratteristiche di uno spazzolino elettrico devono essere sempre conosciute

Per chi presenta problemi alle mucose orali, problemi di carie e di placca, per chi soffre per quei residui di cibo che rimangono incastrati tra denti e gengive, il modo migliore per prevenire tali problematiche che possono trasformarsi in vere e proprie patologie, è l’uso dello spazzolino elettrico. Questo tipo di spazzolino, che funziona con le batterie da ricaricare all’alimentatore, è uno strumento molto potente ed efficiente soprattutto per anziani che usano la dentiera, o per chi indossa l’apparecchio e per chi ha esigenze particolari per le protesi dentarie.

Lo spazzolino elettrico con le sue setole vibranti, riesce a pulire meglio i denti rispetto allo spazzolino manuale, il cui movimento è gestito manualmente ma non sempre riesce a dare risultati ottimali. E’ comunque consigliabile usare lo spazzolino elettrico consultando il proprio dentista o una specialista dell’igiene dentale, in modo da testare l’effettiva esigenza del suo uso, che a volte, in alcune persone potrebbe non essere necessaria e addirittura potrebbe provocare dei danni alla cavità orale.

Bere con sicurezza: gasatori acqua utilizzati per la qualità

Oggi, di strumenti domestici ce ne sono davvero tanti, esistono molti mezzi con cui si può arricchire la propria cucina, e quindi la propria abitudine alimentare, tramite l’assunzione di sostanze più genuine proprio grazie alla loro lavorazione tramite determinati strumenti. Oltre al cibo, anche l’acqua è un elemento molto importante per il benessere del proprio organismo, un elemento se non essenziale, per il corretto funzionamento di tutta la persona in generale, reni, intestino, pelle e cervello. L’acqua, c’è chi la preferisce naturale, chi lievemente frizzante, chi totalmente frizzante, ma spesso molte persone stanno attente al tipo di acqua consumata, oggi ormai si dice che l’acqua del rubinetto purtroppo non sempre è totalmente pulita, tutto dipende dagli impianti e dagli accurati controlli effettuati in merito a tutto questo.

Perchè usare un gasatore acqua

Molte persone, per consumare acqua pulita, sicura e di qualità, ricorrono all’uso di un gasatore acqua, uno strumento domestico dotato di un cilindro sul retro contente anidride carbonica e diossido di carbonio, in cui all’interno viene inserita l’acqua del rubinetto. Con il gasatore acqua si può regolare la gasatura desiderata, e si mette di conseguenza in funzione lo strumento. Bastano solo pochi minuti, e in alcuni casi, pochi secondi perchè l’acqua venga depurata e gasata al livello che si desidera. Il cilindro che si trova sul retro del gasatore può essere di circa mezzo litro o di appena più di un litro circa.

Il gasatore è considerato un elettrodomestico che può presentare un design spesso accattivante, ma vi sono anche gasatori acqua più semplici e meno sofisticati, che non danno nell’occhio per il loro design. Il gasatore è un ottimo strumento per una famiglia, e quindi un’ottima soluzione da adottare in cucina per le proprie necessità domestiche e nutritive, ma ormai oggi i gasatori sono molto diffusi anche negli uffici o nelle strutture aziendali, dove ad usufruire dell’acqua sono il personale ed il pubblico.

Utilizzare un gasatore è un comportamento green

L’utilizzo del gasatore acqua, è molto gettonato anche e soprattutto per il risparmio economico che esso garantisce a differenza del consumo dell’acqua in bottiglia di marca. Ma vi sono anche questioni ambientali riguardo all’acquisto e all’utilizzo di un gasatore. Infatti, usare il gasatore significa aiutare l’ambiente poiché i costi di smaltimento. Trasporto e ricilaggio di plastica e di vetro arriverebbero a zero, inoltre i cilindri di anidride carbonica utilizzati, si possono dopo molto tempo, restiruirli alle loro aziende produttrici, che addirittura rimborserebbero il favore.

Scienza e morale: le cellule staminali fanno sempre molto discutere

Prendere posizione su alcune questioni morali che riguardino il modo di agire del mondo della scienza, e dei suoi esperimenti, è una questione che ha acceso numerosissimi dibattiti in tutte le epoche. Quando ancora non il mondo scientifico non era ben sviluppato come lo è quello di oggi, vi erano meno giudizi da parte di chi era estraneo al settore scientifico, ma soprattutto perchè non esistevano grandi possibilità di curare i malati o di sperimentare nuove cure. Quando queste sono state scoperte, da un lato il popolo ecclesiastico ma anche quello laico, ha accettato i benefici che ne sono scaturiti, ma dall’altro lato, hanno giudicato e contestato i mezzi per arrivare ad un fine. Uno dei casi scientifici che ha scosso il mondo è quello delle cellule staminali.

Le funzioni essenziali delle cellule staminali

Le cellule staminali sono cellule molto importanti per il nostro organismo, poiché svolgono una funzione essenziale per il corretto mantenimento della salute umana. Le cellule staminali sono considerate i fornitori di tutte le altre cellule umane che provvedono al funzionamento del battito del cuore, del cervello, dei reni in modo che questi depurino il sangue, della pelle in modo che riesca a rigenerarsi.

Per quanto riguarda la pelle, le cellule prodotte dalle cellule staminali, sono dette sempre cellule staminali e possono essere a volte più potenti di quelle generatrici, o possono avere la funzione di produrre il pigmento della melanina. Le cellule staminali sono importanti soprattutto per la loro funzione di riparare le cellule che si sono ammalate durante periodi di frebbre o dopo altri tipi di malattie, esse sono in grado di riparare i nostri tessuti lesionati e provvedono a mantenre il corpo umano sano e a prevenire l’invecchiamento precoce.

Riflettere è importante per tutti, adulti e giovanissimi

Dopo la nascita, nel 1996, della pecora Dolly, tramite l’utilizzo delle cellule staminali con il processo denominato differenziamento cellulare, la scienza è stata oggetto di critiche da parte di molte persone appartenenti a diversi ambiti, da quello sociologico e politico a quello religioso e filosofico, a quello giuridico e lesgislativo. L’argomento delle cellule staminali è molto complesso e delicato ed anche negli istituti scolastici di di secondo grado vengono affrontati temi legati alla loro esistenza.

Non solo da un punto di vista biologico e scientifico ma anche da un punto di vista etico e morale in modo da sensibilizzare l’opinione dei giovani studenti alla reale funzione che ricoprono queste cellule, poiché molte volte in merito ad argomenti così delicati vige un atteggiamento poco critico e dunque sbagliato. Nonostante tanti giudizi negativi, di fatto le cellule staminali sono in grado di guarire malattie terribili come il morbo di Parkinson, ma sono utili anche a correggere problemi di salute meno gravi come ad esempio il diabete nei giovani.

Le alghe possono salvare la terra?

Gli strumenti della scienza moderna ci stanno aiutando a capire meglio il mondo che ci circonda, ma qualche volta portano a intuizioni e scoperte che sembrano confondere un po’ le acque. Le alghe sono sempre state definite, in passato, come organismi semplici simili a piante in grado di nutrirsi in modo autonomo (autotrofia) sfruttando la luce del sole attraverso un processo chiamato fotosintesi.

Varietà infinite di alghe

Variano molto nelle dimensioni: da organismi microscopici a organismi macroscopici, quelli che chiamiamo comunemente alghe marine. Tutto questo a grandi linee è esatto, ma studi sul funzionamento e la chimica delle alghe e soprattutto studi sul loro DNA (è l’acido desossiribonucleico, quello che contiene le informazioni genetiche trasmesse per via ereditaria) hanno svelato che le alghe sono molto più complesse di quanto pensassimo.

Gli scienziati stanno ancora discutendo animatamente per decidere come classificarle. Ancora oggi le alghe vengono comunemente raggruppate nel regno dei Protisti, un gruppo tassonomico che comprende tutti gli organismi viventi che non sono animali, piante, funghi, batteri o virus. Molti protisti, come le amebe, che conosciamo abbastanza bene, si muovono nell’acqua alla ricerca di cibo… quindi non sono alghe.

La salvezza del pianeta passa per le alghe

Un altro gruppo di protisti dotati di capacità motoria che si spostano nell’acqua grazie ad appendici simili a frustini sono i flagelli. Tra questi ne esistono alcuni, come l’Euglena, in grado di effettuare la fotosintesi clorofilliana, che vengono perciò classificati come alghe. Il gruppo di alghe più numeroso è quello degli Eteroconti, che include la maggior parte del fitoplancton che galleggia nei mari e negli oceani trasportato dalle correnti. Le alghe marine sono rappresentate per lo più da alghe rosse, brune e verdi e spesso vengono raggruppate a parte, nel gruppo degli Archeplastidi (lat. Archaeplastida); benché alcuni scienziati sostengano che le alghe verdi vadano invece inserite tra le piante vere e proprie.

Questa complessità può sconcertare, ma spiega anche perché le alghe sono così importanti per la vita sulla terra. Il numero di alghe è talmente alto che sono proprio loro a fornire la maggior parte dell’ossigeno presente sul nostro pianeta. Inoltre sono alla base delle principali catene alimentari degli organismi acquatici. I sedimenti carbonatici prodotti dalle alghe calcaree nel corso dei millenni sono molto importanti perché costituiscono un serbatoio di petrolio e gas naturale, le fonti di energia che utilizziamo per alimentare i nostri veicoli e scaldare le nostre case.

Maremoti e tzunami

Le scosse di terremoto quando avvengono in regioni poste presso o sotto gli oceani ed i mari provocano i maremoti. Boati, ossia cupi brontolii come di tuono tempestoso o scoppi repentini dovuti al rumore prodotto dalla rottura delle rocce di cui consta la crosta terrestre, precedono, accompagnano o seguono le scosse sismiche; cosi le accompagnano spesso manifestazioni luminose (bagliori sismici).

Gli animali avvertono prima il maremoto?

Non si è ancora riusciti a dare una spiegazione positiva al presentimento dei moti tellurici manifestato dagli animali: qualcuno ritiene che in anticipo si sprigionino dalla superficie del suolo dei gas la cui presenza è percepibile soltanto all’acuto odorato di alcuni animali. Vari sono i tipi di terremoti: vulcanici o eruttivi (scosse che precedono una eruzione vulcanica vera e propria o eruzioni abortite o comunque dovute a movimenti piú o meno profondi di masse magmatiche, come quelle registrate spesso nella zona circumvesuviana ed etnea); di crollo o sprofondamento (dovuti a cedimento di masse entro vuoti o caverne e quindi alla gravità, come per il terremoto di Avezzano del 1915);

Tettonici o di dislocazione, sia terrestri sia sottomarini, dovuti a rottura di equilibrio delle rocce profonde (le quali sono dotate di una notevole tensione elastica) e da porsi in rapporto con le forze generatrici delle montagne. Sono questi i piú grandiosi fenomeni sismici e si manifestano generalmente nelle zone di piú recente corrugamento ai margini del rilievo, le quali sono anche ovviamente piú interessate dal vulcanesimo. Ciò che piú interessa nello studio di un terremoto è la determinazione della profondità dell’ipocentro o fuoco sismico.

L’Italia e i terremoti marini

I terremoti si verificano in quasi tutto il mondo; vi sono però regioni, in cui essi si ripetono con maggior frequenza e la distribuzione delle regioni sismiche (data l’origine principalmente tettonica dei terremoti) corrisponde alla carta delle dislocazioni. L’Italia è una zona dove questo flagello imperversa (nel terremoto calabro-siculo del 28 dicembre 1908 perirono quasi 200.000 persone).

Principali centri sismici sono: il centro mediterraneo (alpino-caucasico-himalaiano) e il centro circumpacifico (« anello di fuoco » dell’oceano Pacifico), o in corrispondenza dei quali la struttura del sottosuolo è maggiormente instabile. La difesa contro i terremoti si concreta nella costruzione di edifici che possano resistere all’urto dell’onda sismica. In proposito esistono studi di edilizia sismica, per la quale uno dei principi pratici piú elementari sarebbe quello di edificare costruzioni poco elevate; nella tecnica dei cementi armati, rigorosamente applicata, è stato trovato uno dei mezzi piú efficaci di difesa.

Ricordiamoci infine i terremoti marini. Hanno epicentro sul fondo del mare da dove l’onda di vibrazione proveniente dall’ipocentro, si propaga all’acqua e viaggia quale onda di condensazione e di rarefazione alla velocità del suono (km 1,4 al secondo). Alla superficie dell’acqua il moto è avvertito come se i galleggiante fosse poggiato sul fondo. I pesci vengono trovati morti e le navi subiscono scosse come se avessero urtato in un ostacolo.

Vita e il futuro del pianeta grazie agli animali

I generi sono raggruppati in famiglie e salendo ancora nella gerarchia dei livelli di classificazione degli animali troviamo ordini, classi e phyla. Ripercorrendo al contrario i gruppi tassonomici, il dromedario (ad esempio) appartiene al regno animale, phylum Cordata, classe dei Mammiferi, ordine degli Artiodattili, famiglia Camelidi, genere Camelus e specie dromedarius. I raggruppamenti superiori servono a identificare le relazioni tra gli animali a livello evolutivo, ma Camelus dromedarius è tutto quello che ci serve per identificare con precisione quello di cui stiamo parlando. A livello generale, la divisione del regno animale in gruppi riflette la relativa “vicinanza” evolutiva con i membri dello stesso gruppo, ma ci sono delle eccezioni.

Gli uccelli in realtà sono molto più vicini ai coccodrilli di quanto non lo siano i serpenti, ma mentre serpenti e coccodrilli appartengono alla classe dei rettili, gli uccelli hanno una classe a parte, quella degli Aves (che vuol dire proprio uccelli). Questo perché tutti gli uccelli presentano una serie di caratteristiche distintive che li rende un gruppo coerente, mentre i rettili sono una classe che raggruppa animali molto diversi tra loro. I rettili sono semplicemente tutti quei vertebrati che non sono uccelli, mammiferi o anfibi. Il concetto di specie è molto utile per la classificazione. Animali che appartengono alla stessa specie possono accoppiarsi producendo una prole fertile. Possiamo far incrociare un leone e una tigre per ottenere una ligre, ma questo animale non sarà mai fertile, perché leoni e tigri sono di specie differenti: Panthera leo e P. tigris. Charles Darwin ebbe un’intuizione geniale, poi sviluppata dai neodarwinisti: una delle condizioni che porta alla nascita di nuove specie è la separazione tra gruppi di animali della stessa specie, che smettono così di vivere insieme e incrociarsi tra loro.

Esistono molti modi in cui questo può accadere, ma due sono quelli principali. La speciazione allopatrica si verifica quando i gruppi vengono separati da barriere geografiche. Le isole dell’arcipelago delle Galapagos, per citare un esempio molto noto, sono abbastanza vicine da consentire agli uccelli di volare tra una e l’altra, quando le condizioni atmosferiche lo consentono, ma anche così lontane da impedire uno scambio continuo. Nel corso del tempo, il rimescolamento casuale dei geni di generazione in generazione, così come la selezione naturale operata dalle differenti condizioni di vita su ciascuna isola, hanno portato all’evoluzione delle diverse popolazioni in direzioni completamente diverse l’una dall’altra. Darwin osservò che su ogni isola vivevano uccelli mimo diversi da quelli delle altre isole.

Una specie ancestrale di uccelli mimo arrivata nell’arcipelago si era poi differenziata in molte specie diverse. Questi uccelli vengono oggi comunemente chiamati “fringuelli di Darwin”. Ne esistono una dozzina di specie, che si possono dividere in quattro ceppi principali. Qualcosa di simile è successo anche agli scimpanzé e ai bonobo, specie nate in seguito alla formazione del fiume Congo, due milioni di anni fa, che divise le scimmie ancestrali, da cui entrambe le specie derivano, in due gruppi. L’altro tipo comune di speciazione è quella simpatrica, che avviene quando da una sola specie ne evolvono due senza che intervengano barriere fisiche. La Rhagoletis pomonella, o mosca della mela americana che originariamente, e contrariamente a quello che il suo nome fa supporre, durante lo stadio larvale si nutriva esclusivamente di bacche di biancospino.

Quando le mele furono introdotte in America circa 200 anni fa, alcune R. pomonella iniziarono a deporre le loro uova sui nuovi frutti. Generalmente le femmine di mosca depongono le uova sullo stesso frutto sul quale sono cresciute, e i maschi si accoppiano con le mosche che trovano vicino al frutto su cui loro stessi sono cresciuti. Questi comportamenti hanno portato a un allontanamento delle due linee genetiche, perché anche se le popolazioni di mosca ‘potevano in linea teorica accoppiarsi tra loro, non lo facevano. Negli ultimi duecento anni, sono emerse alcune differenze genetiche tra le popolazioni e potrebbero quindi formarsi specie differenti di R. pomonella per speciazione simpatica. I processi di speciazione hanno permesso anche la nostra evoluzione, da organismi unicellulari a quello che siamo oggi.

Mistero di onde del terremoto

Il terremoto è uno stato vibratorio della crosta terrestre dipendente da causa interna e naturale (disturbo meccanico). Si manifesta alla superficie con scosse d’intensità spesso assai vivace e pure con effetti disastrosi, di durata variabile, corrispondenti alla propagazione di onde elastiche, originate più o meno profondamente: onde longitudinali, dette anche di compressione o primarie (velocità media di propagazione km. 8 al secondo) provenienti dall’ipocentro; onde trasversali, dette anche di taglio o secondarie (velocità media di propagazione km. 5,5 al secondo) pure provenienti dall’ipocentro; onde superficiali (velocità media di propagazione km. 3,5 al secondo), provenienti dall’epicentro.

Tutte le scosse di terremoto

Le scosse si distinguono in: sussultorie (nel senso della verticale) e ondulatorie (parallele all’orizzonte e perciò sarebbe meglio chiamarle orizzontali). Si verificano anche le scosse vorticose spesso soltanto locali (dovute a cambiamenti di direzione degli urti orizzontali o alla loro molteplice concorrenza). I sismografi di cui sono dotati gli osservatori sismografici —generalmente in numero di tre apparecchi per osservatorio — registrano in media ogni anno fra le 8 e le 10.000 scosse.

Bisogna però distinguere fra scosse strumentali (non avvertite da alcuno) e terremoti veri e propri (avvertiti per lo più dalle persone e con effetti visibili, quali caduta di oggetti, fratture, crolli, ecc.). E da notare ancora che un certo numero di terremoti veri e propri può sfuggire alla percezione più o meno diretta delle persone o perché colpiscono zone desertiche e disabitate o perché interessano la crosta terrestre sottomarina. Sono state compilate scale graduate dell’intensità dei moti sismici — come la Mercalli-De Rossi che è la migliore, la Sieberg, la Omori — completate in seguito dal Cancani che le divise in 12., distinti dai limiti dell’accelerazione in millimetri per minuto secondo.

Le scosse dei grandi terremoti nel mondo

Secondo la loro intensità — indicata dalla maggiore o minore ampiezza del periodo e della lunghezza d’onda nel diagramma (sismogramma) disegnato dall’ago del sismografo — le scosse sono: strumentali (cioè avvertite dai soli strumenti), alle quali s’è già accennato, leggerissime, leggere, sensibili, abbastanza forti, forti, fortissime, rovinose, disastrose, molto disastrose, catastrofiche, molto catastrofiche (distruzione di ogni opera umana).

Le scale servono soprattutto per indicare sulle carte le linee di uguale intensità di un terremoto (isosisme), delle quali quella che indica la zona d’intensità maggiore o zona megasismica racchiude la zona epicentrale, al disotto della quale (a profondità piú o meno grande) sta la zona ipocentrale in cui ha origine la scossa del terremoto. Per la natura delle vibrazioni, la loro propagazione, gli strumenti di registrazione, la velocità, il significato di ipocentro ed epicentro, la magnitudo. Fra i grandi terremoti ricordiamo quelli dell’Alasca meridionale (1899), di San Francisco in California e di Valparaiso (ambedue del 1906), il calabro del 1905, i due calabro-siculi (1783, 1908), quello di Tokyo (1923), quello siberiano (1959), quello dell’Alasca (1964), quello della Sicilia occ. (genn. 1968).

Eruzione vulcano: la potenza della natura

Il vulcano rappresenta ogni spaccatura della crosta terrestre dalla quale erompono i prodotti magmatici liquidi, frammentari e gassosi, che provengono da zone più o meno profonde dell’interno della Terra e che possono essere di varia natura a seconda del chimismo del magma corrispondente; le masse fuse magmatiche vengono sospinte verso la superficie da a forze eruttive » o insite in esse o collegate con fenomeni geotettonici più generali.

Il concetto di vulcano talvolta s’identifica con quello di cono vulcanico, sebbene questo sia solamente un prodotto della manifestazione vulcanica, cioè l’accumulo del materiale espulso costituente l’apparato esterno (l’apparato interno è dato, per alcuni tipi di vulcani, dal bacino o focolaio magmatico, dal camino o condotto eruttivo e dalla voragine craterica). Diverse ipotesi e teorie sono state formulate per dare una spiegazione dell’origine del fenomeno vulcanico: alla teoria del fuoco centrale, la quale supponeva che tutti i vulcani fossero in comunicazione fra di loro e servissero di sfogo alla tensione interna del globo, è succeduta quella che ammetteva soltanto focolai periferici indipendenti.

Fu poi sostenuto che il magma si trovasse ad una certa profondità, all’interno della crosta terrestre o al di sotto di essa, allo stato solido per effetto della enorme pressione alla, quale sarebbe sottoposto e che diventasse liquido con l’aprirsi della frattura eruttiva. Teoria molto diffusa fu inoltre quella tettonica, secondo la quale il vulcanismo si spiegava come il risultato di movimenti della litosfera tali da comprimere il magma dei focolai vulcanici, cosi da farlo entrare in eruzione con una violenza ed una durata proporzionali alla spinta esercitata. Questa ipotesi era suffragata dal fatto che il periodo di piú intensa attività vulcanica della Terra è coinciso con quello dei grandi movimenti orogenici.

Varietà di vulcani

Alla luce di studi recenti si è giunti a distinguere due principali tipi di vulcani, distribuiti sulla Terra in vario modo ed aventi un diverso meccanismo eruttivo; questa distinzione, già ammessa da qualche decennio, è confermata dalle caratteristiche delle attività vulcaniche, dal modo di ascesa del magma e soprattutto dal chimismo di questo. I vulcani del primo tipo non sono collegati alle grandi catene montuose ma generalmente sono localizzati in zone sottoposte a distensione; quelli del secondo tipo si impiantano invece in aree che coincidono per lo piú con le grandi fasce orogeniche.

Il magma dei vulcani del primo tipo è prevalentemente di natura basaltica e deriverebbe da masse fuse primordiali, ora giacenti al di sotto della crosta; la sua ascesa si verificherebbe soltanto attraverso grandi fratture della crosta, l’apertura delle quali determinerebbe uno scarico di pressione ed una conseguente spinta ascenzionale dovuta alla forza espansiva dei gas magmatici. I vulcani del secondo tipo si ritiene siano prodotti da magmi secondari, di natura all’incirca granitica, originati da complessi fenomeni di fusione e di reazioni chimiche, costituenti i cosiddetti processi anatettici;

l’ascesa di questo tipo di magma, relativamente leggero, sarebbe per lo piú connessa con movimenti della litosfera, particolarmente intensi nelle citate fasce orogeniche. È ovvio che fra questi due tipi estremi di vulcani ne esistano altri intermedi, le cui masse magmatiche possono derivare da varie trasformazioni dei due magmi principali in seguito a fenomeni di differenziazione, di assimilazione, ecc. esalazioni piú o meno dirette del magma.