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Il terremoto attraverso aforismi

Lungo il percorso, come delle pietre miliari, sono disposte alcune frasi significative di scienziati ed uomini di cultura sul terremoto, a partire dalla rassegnazione del Petrarca, per giungere, dopo una serie di riflessioni sulla complicità dell’uomo nelle conseguenze di una scossa sismica, ad una frase dell’ex-segretario generale dell’ONU Kofi Hannan sull’importanza della prevenzione.


“Ai terremoti non v’è rimedio alcuno. Se il cielo ci minaccia con le folgori, pure si trova scampo nelle caverne…. Ma contro i terremoti non vale la fuga, non giovano nascondigli… ”

 

 

 

(Francesco Petrarca, Secretum, dialogo 91, dopo il terremoto del 1349)

 


Terremoto ed eruzione dell’Etna in Sicilia, nel 1693. Stampa anonima“Il piano è inteso a drizzar le strade, allargare i piani ed ogni altro che, tanto in qualità tanto in formalità, potessero offrire una soda sicurezza per evitare le rovine che potessero cagionare li terremoti. Da quali, benché preghiamo la Bontà Divina che ci liberi, nondimeno si conosce per mani essere questo suolo alli detti scuotimenti totalmente soggetto, avendo in tante replicate volte distrutto la città.”

 

 

 ( Atto notarile 28 giugno 1694, stipulato a Catania dopo il terremoto del 1693)

 


“Dopotutto, non è la natura che ha ammucchiato là ventimila case di sei-sette piani”

 

 

 

 

 

(J.J. Rousseau, 1756 dopo il terremoto di Lisbona)

 

 


Molte volte codeste calamità distruggono le nazioni senza risorgimento… (ma)  la calamità offre il campo a poter spaziosamente formare un nuovo sistema di cose rispetto ad esso. Bisogna quindi approfittare del momento per formare un piano generale di ristoramento

 

 

(Abate Ferdinando Galiani, in “Pensieri sul terremoto calabrese del 1783”)

 


 ”E’ crudele ed umiliante constatare che le opere umane, costate tanti anni di lavoro e sacrificio, possano venir distrutte in pochi secondi… la terra, simbolo stesso di solidità, può muoversi sotto i nostri piedi come una sottile pellicola su un liquido”

 

 

(Charles Darwin, dopo il terremoto cileno del 1835)

 


“Il rimedio, secondo me, non sta nel prevedere la catastrofe per fuggirla, ma nell’evitarla dal bel principio, studiando il terreno sul quale edificare e facendosi guidare nella scelta dall’esperienza e dalla scienza”

 

 

 

(prof. Luigi Palmieri, su Il Corriere del Mattino del 27 agosto 1883)

 


“La sismologia non sa dire quando, ma sa dire dove avverranno terremoti rovinosi, e sa pure graduare la sismicità delle diverse province italiane, quindi saprebbe indicare al governo dove sarebbero necessari regolamenti edilizi più e dove meno rigorosi, senza aspettare che prima il terremoto distrugga quei paesi che si vogliono salvare”

 

(Giuseppe Mercalli, su Rassegna nazionale, dopo il terremoto del 1908)

 


Le rovine del terremoto del 8 settembre 1905 in Calabria  (L’Illustrazione Italiana)“C’era, nella vecchia legislazione borbonica, una provvida legge edilizia…  che imponeva uno speciale tipo di casa…  Le case costrutte secondo questo tipo hanno resistito mirabilmente anche in questo nuovo disastro; noi abbiamo potuto constatarlo in ogni paese.”

 

 

(Olindo Malagodi su La Tribuna, dopo il terremoto calabro del 1905)

 


Terremoto dell’Alta Irpinia del 23 luglio 1930 (Istituto Luce)“non si può imprecare contro il destino… spesso fabbrichiamo con il fango su terreni mobili e molli… e quando poi un terremoto getta a terra gli abituri, imprechiamo agli inferi e supplichiamo i superi”

 

 

 

(prof. Giuseppe De Lorenzo, su La Gerarchia, dopo il terremoto del 1930)

 


“Strategie di prevenzione più efficaci farebbero non solo risparmiare decine di miliardi di dollari ma salverebbero decine di migliaia di vite. Costruire una cultura di prevenzione non è facile. Mentre i costi della prevenzione debbono essere pagati nel presente, i suoi benefici si avvertono in un futuro distante. Per di più, i benefici non sono tangibili:

ESSI SONO I DISASTRI CHE NON SONO ACCADUTI

 

(Kofi Annan, WSSD 2002)