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Memoria

Un’ampia e articolata sezione della mostra Terremoti d’Italia è dedicata alla ricostruzione della memoria collettiva del fenomeno sismico nella storia, mediante la creazione di un percorso evocativo: quello della memoria storica, attraverso i documenti, le cronache, filmati, fotografie, le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona il terremoto.

La memoria storica collettiva è esemplificata, all’inizio del percorso, dall’appello in lingua inglese, tedesca, francese ed italiana - stampato su manifesto - per la raccolta di fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto di Reggio e Messina del 28 dicembre 1908. Il percorso espositivo contiene importanti documenti originali provenienti dall’Archivio Centrale dello Stato raccolti in due sotto sezioni, Solidarietà e Burocrazia, che riportano entrambe i momenti più toccanti di un’emozionante racconto storico. La sezione Solidarietà, infatti, è composta essenzialmente dalle lettere con cui gli italiani all’estero esprimevano la propria solidarietà in favore di coloro che in patria erano stati vittime del terremoto. Oltre alla commovente lettura dei messaggi, tali documenti offrono la possibilità di percepire il tessuto socio-politico, economico e culturale in cui vivevano gli espatriati nonché il loro senso di appartenenza al paese d’origine. Le lettere sono spesso accompagnate da ricevute di donazioni o da volantini e manifesti realizzati per la raccolta di finanziamenti da inviare ai terremotati.

Anche la seconda sezione, Burocrazia, dedicata alla ricostruzione dei fatti che portano alla creazione nel nostro paese di uffici governativi preposti all’intervento dello Stato in occasione delle calamità naturali. Il percorso espositivo prosegue con libri antichi, del XVII secolo, in cui sono contenute alcune delle moltissime trattazioni e relazioni sul terremoto, alcuni numeri del periodico “L’Illustrazione Italiana” risalenti alla fine del XIX secolo, nei quali l’abilità dei disegnatori dell’epoca assolveva all’odierna funzione dei reportage fotografici e molti numeri di un altro importante periodico “La Domenica del Corriere” le cui splendide e colorate copertine di Achille Beltrame rappresentano una sintesi fra informazione ed emozione.

Interesse suscitano anche i due quaderni autografi del poeta Giuseppe Gioachino Belli provenienti dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, nei quali sono contenuti alcuni sonetti dedicati al terremoto che nel 1832 colpì la città di Foligno e che, attraverso l’uso del dialetto, declinano la narrazione degli eventi in una colorita descrizione degli stati d’animo collettivi del mondo popolare.

Il percorso prosegue attraverso due importanti collezioni di immagini: le fotografie provenienti dall’Archivio della Protezione Civile Italiana e le cartoline storiche di un collezionista privato romano. In entrambi i casi il visitatore si trova di fronte ad un panorama di immagini, suddivise per terremoto di riferimento ai fini di una immediata lettura d’insieme. Questa volta ad emergere sono i volti, l’eroismo di chi scava con le mani fra le macerie, le soluzioni adottate nell’emergenza per soccorrere la popolazione.